Pittrice Scultrice Grafica Designer

Nasce, da padre polacco e madre italiana, ad Ortezzano in provincia di Ascoli Piceno.

A partire dai primi anni ‘60 si dedica alle più svariate forme artistiche.

Dopo la maturità artistica si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Dalle opere degli ultimi anni ’60 a quelle dei primi anni ’70 c’è il passaggio che porta l’artista a sperimentazioni diverse (1972 Vitalità dell’Impersonale(1), Gruppo culturale “8G”, Ascoli Piceno) che la vedono al centro di una ricerca di gruppo (dal 1976 al 1987) quale è quella del Gruppo Immanentista, la cui poetica si basa sulla naturalizzazione ed oggettivazione delle forme familiari del conosciuto e del vissuto qualificate, soprattutto, dalla luce, dalla profondità e dall’atmosfera, espresse nella loro elementarità. Nel 1983 riceve, insieme agli altri componenti del Gruppo, il Premio Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il saggio ‘Pittura immanente’ (2). Tra le mostre più significative di questo periodo: 1982 ‘Pittura Immanente’, Galleria d’Arte Moderna, Ascoli Piceno, Conferenza di Giulio Carlo Argan (3); 1983 ‘Immanenza tra pittura e scultura’, ‘Studio Ennesse’ presentazione Italo Mussa, Milano; 1985 ‘Per uno stile’, Filiberto Menna, Palazzo dei Diamanti, Centro Attività Visive, Ferrara (4); 1985 ‘L’artista teorico’, Libreria Internazionale Paesi Nuovi, Roma Conferenza di G.C.Argan e Filiberto Menna (5).

Uscita dal Gruppo prosegue individualmente la propria sperimentazione dando vita ad una singolare poetica che, alle linee forza della ricerca Immanentista, aggiunge lo sguardo sempre più attento al fatto sociale e all’attualità.

Morbidezza, levità cromatica, sinfonia del colore, esempio i ‘Linguaggi’ (6), sono i temi costanti che caratterizzano l’espressione dell’artista ma, in alcune opere recenti a partire da “Metabole(7) del 1991/92 – per passare attraverso le opere concepite per la mostra “Sopra i Toni(8) dell’aprile 2005 – affronta la situazione in maniera più fattuale, più drammatica, con l’intenzione di provocare e nello stesso tempo di reagire, di coinvolgere, di respingere: ‘Gola. I sette vizi capitali’, 2009.

L’interesse dell’artista per la speculazione nel campo visivo, si concretizza in una sperimentazione aperta orientata anche verso la tecnologia, l’informatica, situazioni performative (‘Oltre il Muro’, 1997 (9) e installative (‘Metabole(7), ‘Grido Silenzioso’, 2013 (10), ‘E_LE_MENTI’, 2018 (11)).

“Recentemente ho pensato di ‘scrivere un romanzo visivo’ prendendo come soggetto personaggi femminili che hanno attraversato la mia esistenza in senso concreto o mentale a cui ho dato il titolo di donne guerriere, donne combattenti. Personaggi preziosi che hanno messo a disposizione la propria vita per la ricerca nella direzione civile, sociale, scientifica, filosofica, artistica (‘Ipazia’ 2020 (12)). ‘Korzeniecki’

Pur nella poliedricità linguistica, l’arte della Korzeniecki, ha sempre tenuto ferme due costanti: lo specifico della pittura, non nella materialità del termine ma nel significato di colore e quindi di atmosfera e di luce, e la poesia, con il suo emotivo trasporto.

Ha progettato e realizzato, per spazi pubblici aperti, sculture in pietra e materiali vari (“Scala verso l’infinito”, MAM, Museo d’Arte sul Mare, Molo Sud, San Benedetto del Tronto (13); “Palermo 21:15” Monumento dedicato ad Emanuela Setti Carraro, in collaborazione con l’architetto Andrea Mancini, Piazza E. Setti Carraro, località Porto d’Ascoli, SBT (14)).

Marisa Korzeniecki vive e lavora ad Ascoli Piceno